Tuesday, March 29, 2011

Il Deserto Rosso (Michelangelo Antonioni, 1964)



Nota sulla cover: non so se è solo la mia copia, ma io ho l'immagine in copertina allo specchio.

Dati tecnici

BFI Blu-ray:
Durata: 117', colore.
Codice area: Region B.
Compressione video: MPEG-4 AVC, 1080p.
Dimensione film: 23, 4 GB.
Formato: OAR 1.85:1
Audio: LPCM 1.0.
Lingue: italiano.
Sottotitoli: inglese.
Data pubblicazione: 27/10/08.
Punto vendita: Amazon.co.uk, HMV

Il Deserto Rosso rappresentò l'apice dello sperimentalismo cromatico di Antonioni. S'impegnò in questo senso anche nel successivo Blowup (1966), ma in modo molto meno spinto. Il transfer BFI è basato sui negativi originali restaurati, corretti per l'occasione probabilmente, ed è fedelissimo all'intenzione del regista. Criterion, come per Le Cercle Rouge, ha voluto naturalizzarlo; rendere il più naturale possibile un film che voleva essere l'artificio fatto film. Andiamo in-depth:
BFI

Criterion


"La Technicolor, in realtà, non desaturò la pellicola, ma creò un gran numero di matrici per ottenere l'effetto richiesto da Antonioni. [...] A. evitò [per gli esterni] i colori caldi il più possibile, a tal punto che fece verniciare una strada per avere l'effetto desiderato" (Giulio Ascarelli , Universal Films, 1965)

In realtà, fece pitturare qualcosa di più di una strada:
"Visitando il set, trovai Di Palma occupato con dei tecnici mentre pitturavano l'erba di giallo." (John Francis Lane, 2004)

"I colori Tintal erano durevoli, ma lavabili tinte usate dal direttore artistico Piero Poletto che furono usati per pitturare muri, strade, persino un fruttivendolo, una casa nera nella palude e altro. I colori dovevano essere lavabili cosicché, dopo una giornata, la location poteva esser riportata ai colori originali." (Murray Pomerance)

Nei primissimi '90, periodo in cui venne creata la nuova copia il più possibile aderente a quelle dell'epoca per la ridistribuzione nelle sale, un articolo del Pacific Film Archive rimarcava "the yellow smoke trailing to the sky". La fiammata iniziale è, sul BFI, perfettamente gialla come in origine. Guardiamo come diventa sul Criterion:

BFI

Criterion


BFI

Criterion

Fa notare, un irlandese studioso del regista: "For instance, the scene in the corridor at the hotel, before Giuliano and Corrado make love, isn't supposed to be that warm (as in the CC); inside the hotel room, within the same scene, Antonioni had the walls repainted from the greenish tinge to a warmer pinkish hue, at the point following their lovemaking love (which is shot against darkness), to signify the change".
Controllo anche questo sul BFI:
prima

dopo


Tutto questo è semi-vanificato nel transfer di casa Criterion, che è caratterizzato da una preponderante componente rossa e un look naturale; in breve, tutto quello che Antonioni voleva evitare. Altri due frame a confronto: Criterion, BFI. Ancora: "[...]Se inizi a girare una scena con la nebbia [reale], non puoi aspettarti di averla sempre. L'uso della nebbia artificiale mi costrinse a cambiare spesso filtri. La nebbia mi portava di fatti sul blu" (Carlo Di Palma). Inoltre, questa tendenza al blu e grigio degli esterni, alla quale si contrappone parzialmente quella appena più calda delle scene in interni, alcune delle quali "filmate in studio, [...] dovevano risultare vere" (penso anche alla stanza dei "giochi erotici"), diviene fondamentale verso l'ora e mezza, ovvero nella favolosa sequenza onirica tropicale. Ecco che, infatti, il colore spento viene sostituito da una gamma di colori caldissimi, andando a creare un forte contrasto. Sul Criterion, questo contrasto è quasi assente, per forza di cose.
In definitiva, è probabile che il look del DVD/BD BFI non sia esattamente come pensato da A. ai tempi, visto anche il materiale degradato, ma perlomeno ci va molto vicino, più vicino di qualsiasi altro disco al mondo (e probabilmente proiezione in sala), l'unico al momento. L'unico piccolo problema, legato esclusivamente ai materiali d'origine, sono dei princìpi di colour banding di durata molto breve. Per il resto, video ottimo, eccellente profondità, una texture invidiabile.
L'audio mono è preservato nella straordinaria codifica in PCM lineare, una delle migliori tracce in HD che ricordi. Su alcuni DVD, anche l'audio era problematico, specialmente per quanto riguarda i de-noising filters utilizzati per attenuare eventuali rumori e che andavano ad eliminare particolari fondamentali dell'audio. Niente di tutto questo è presente sul BD BFI: la traccia è stata ricreata a partire da un'altra copia. Dal tecnico che si occupò del transfer: "As the picture was transferred from the original negatives held in Rome, the audio was transferred from a rarely used 35mm print held at the BFI National Archive". I sottotitoli sono ovviamente removibili, ed i bellissimi booklet e commentary completano il quadro di un Blu-ray MUST.

Extra:
- commento audio di David Forgacs (sub eng!)
- booklet di 24 pagine (in inglese)
- trailer (4', in HD)

Screen Captures

































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